mercoledì 30 marzo 2016

love is to die

è successo che mi sono messa a lavorare. nell'ambito che volevo, ma scendendo a compromessi sulla location (e sulle ore, e sulla paga, e si insomma sono una millenial in tutto e per tutto).

è successo che sono stata un pò in giro, di tre mesi in tre mesi, per tutto il 2015. casa-scozia-scozia a nord-casa-scozia-casa. il 2016 invece mi vede con un contratto di un anno intero. piccoli passi, passi molto piccoli.

è anche successo che sei morto, domenica scorsa, il primo giorno di primavera. doveva venirmi il ciclo, quel giorno, e invece mi è venuto oggi, che il giorno del tuo funerale, in mega ritardo. e io non sono andata al lavoro perchè ho mal di pancia, e perchè devo andare al tuo funerale.

è morto il mio ex, quello irlandese. è morto colm. mi dispiace, come stai. non lo so come sto, in fondo lo odiavo, anche se è difficile odiare qualcuno che sta morendo di tumore al cervello, eppoi il tumore ce lo aveva anche quando stava con me, piccolo piccolo, in agguato sul retro. e come si fa a odiare qualcuno che magari ti ha trattato male perchè aveva una biglia di merda nella testa? piccola piccola, in agguato sul retro?

ho 26 anni, e questo è il secondo ex che mi muore di cancro. e non è che ne abbia avuti una valanga, di morosi. quattro o cinque a seconda dei calcoli. cinque o sei se vogliamo proprio calcolarli tutti, anche quelli che non calcolano me.

ci sarà tua moglie al tuo funerale, che si è messa insieme a te che già eri malato, e si è presa cura di te mentre il tuo cervello se ne andava, mentre tu te ne andavi. che poi, ti ha mai conosciuto intatto, tua moglie? ti ho mai conosciuto intatto, io che sono la tua ex italiana quella giovane che nessuno calcola perchè quella prima e quella dopo di me erano serie, io solo un'avventura di vent'anni? eppoi cos'è questa storia che quando un uomo sta morendo di tumore al cervello trova cmq qualcuno che se lo sposa? che ci vuole fare dei figli? che lo prende in casa propria e gestisce le sue crisi psicotiche?

ma soprattutto, quanta terapia mi servirà per elaborare tutto questo?

che traggedia.







venerdì 27 febbraio 2015

phenomenal woman

sono tornata dalla scozia da dieci giorni, e tra cinque ci torno.
ho fatto due domande di lavoro, e ho comprato un biglietto. cosi', dando retta all'oroscopo e a qualche vaga sensazione tra l'esofago e la cistifellea.

ho pulito la vespa di mio padre mentre lui dormiva. era sporca di quello sporco di quando qualcuno non ti tocca per anni, e tu rimani in un garage all'aperto. ora è meno sporca.

mi sveglio stanca, e vado a letto stanca. per essere un'anarcofemminista punk hardcore diy faccio un sacco di shopping in boutique di un certo livello. tutto in saldo, tutto con la mamma.

il mio musico pop punk preferito ha usato una mia foto su instagram come sfondo su facebook. alla fine di questa settimana, una gioia mi serviva davvero. mi piace credere che abbia capito cosa significa, quel suo adesivo attaccato a un contatore davanti alla fermata delle zattere. con la giudecca tremolante sullo sfondo, una barca bianche che si avvicina a due figure su un pontile.

sto leggendo un libro che avrei potuto molto facilmente scrivere io, e non è che sia scritto molto bene. forse potrei fare di meglio, ma probabilmente no. potrei fare uguale.

ma non farò niente perchè non faccio mai niente, e anche quando faccio qualcosa poi mi ci vogliono sei mesi minimo per riprendermi dallo sforzo. sarebbe bello essere capricorno, ascendente ariete.

l'incertezza mi spreme ogni energia che dovrei accumulare facendo assolutamente nulla.
il tempo passa troppo veloce, e io devo ancora capire cos'è successo nella primavera del 2011, non credo che arriverò mai al 2015, di questo passo.


ho cercato di essere simmetrica, ma alla fine i miei luridi pensieri sono piu' che altro a forma di shangai. 

mercoledì 18 febbraio 2015

the dispossessed e altre storie prese benissimo

i viaggietti sono andati, la cosa che avevo in ballo non è andata, ma alla fine già lo sapevo, e va bene cosi. sono quindi tornata ieri a casa dei miei, il mio cane di nome papaya emana un odore di pattumiera molto forte, il carnevale è finalmente finito, e io sto come di luna nuova i cancri premestruali.

viaggetto numero uno era verso lisbona, dove mio fratello fricchettone studia medicina cinese vivendo con un mucchio di portoghesi coi dreadlock.

viaggetto numero due era verso la scozia, dove sono stata giustamente accolta dalle mie orde di fans adoranti. quella strana cosa di tornare nella città dell'università da post grad è a quanto pare tema di molti film sul disagio tardo giovanile, e non a caso.

ho visto i gruppi pop punk con i quali sono ossessionata da mesi dal vivo, e alla fine li ho anche conosciuti tutti e abbiamo bevuto insieme perchè adesso sono cool. a 16 non ero cool per niente, però mi ossessionavo per mesi con le band e qualche volta ci bevevo insieme anche allora. è un modo come un alto di sublimare la mancanza di sesso e amore romantico eteronormativo e patriarcale nella mia vita.

la verità è che mi piace un casino tornare in scozia ora che non ho lo stress dell'università. mi piace perchè la conosco e lei conosce me, anche se poi mi emoziono troppo e passo dalla felicità travolgente all'angoscia della solitudine in circa mezz'ora.

melbourne mi chiama, ma non ho fretta.

non so assolutamente cosa voglio fare della mia vita, che poi ovviamente è una bugia.
le cose che voglio fare devo alzarmi e andare a farle, senza angosciarmi troppo se non rientro negli schemi, o se nulla è sicuro. perchè a questo punto ho quasi 30 anni, e non sono mai rientrata negli schemi per piu' di dieci minuti, e nulla è mai stato sicuro per una questione prettamente sistematica e ontologica.

c'ho le cose in tumulto dentro, e non mi piace troppo questa sensazione, anche se è da un pò che va avanti senza creare troppi danni, quindi forse dovrei solo fidarmi del tumulto. anche se in passato le cose sono poi esplose male, non è detto che succeda di nuovo, o prossimamente.

come dice il mio musicista pop punk preferito (nonchè amico di facebook perchè appunto, ora sono cool).

everything is fucked, nothing is fucked.

forza e coraggio.

venerdì 30 gennaio 2015

freaks and geeks, ma soprattutto loners

dall'ultima volta che ho aggiornato questo bizzarro luogo virtuale, ne sono successe di cose.

anzi, ne è successa solo una. sono andata in islanda per tre mesi a fare cose hipster fricchettone vivendo in un ostello con dieci altri giovani apprendisti stregoni. ero la più' vecchia, fatalità. ero l'unica del sud europa, fatalità. me la sono passata, nonostante cotte andate male (anzi, una sola). ho staccato un po' la spina, paradossalmente impegnandomi molto più' del mio solito in attività artistiche o domestiche. a un certo punto è venuta la neve, mi si è rotto il telefono, ho perso gli occhiali, è venuto il buio, e poi sono partita.

ho fatto una zine, la mia prima zine, di cui vado abbastanza fiera. anche se non vado particolarmente fiera della mia condizione esistenziale attuale.

ad esempio sono a casa dei miei da quasi due mesi, per lo più' distesa su un divano a guardare le serie.

c'è da dire che mi ammalo sempre, anche se a questo punto mi chiedo se il malessere sia solo mentale, stranamente confuso con il fisico.

faccio shopping ai saldi di cose di cui non ho bisogno, frequento saltuariamente vecchie amiche con le quali ho smesso di avere cose in comune anni fa, dormo, mi alzo, faccio colazione.

ho in ballo una cosa che mi mette ansia sia se succede, sia che no. non ho la minima idea di dove sto andando, ma ho un gran bisogno di andare, che da questa settimana tutto questo mi inizia a pesare.

ho in piano due viaggetti nelle prossime settimane, dopodiché dovrei sapere qualcosa sulla cosa che ho in ballo.

magari quando finisce l'inverno la voglia ritorna anche a me.

speriamo, anche perché sto finendo le serie. 

giovedì 28 agosto 2014

feelscore underground

è giovedi' notte e sono quattro ore che guardo video di band tweecore che suonano cover di taylor swift nel salotto di qualcuno (o davanti al grand canyon), piangendo lacrime amare di gelosia e frustrazione (prima di tutto sessuale dato che ho una cotta collettiva per l'intera scena pop punk anglofona).

ieri sera ero a un concerto tweecore, dove ho sentito la mia cotta cantare per l'ennessima volta canzoni sulla sua incapacità di amare. come c'era anche il suo amico innamorato di lei, il suo ex, e una tipa random australiana conosciuta la sera prima dal mio coinquilino, che poi è sparita nel nulla.

anche io mi appresto a sparire nel nulla, anche se devo ancora rendermene conto. gli ultimi giorni sono sempre i piu' strani, e suppongo che comunque un giorno tornero'. anche se forse non ho nessun migliore amico da andare a trovare, ma solo una lunga serie di armadi pieni di scheletri da lasciarmi alle spalle.

questa città mi piace, come mi piacciono le canzoni tristi. come mi piace la scena tweecore, della quale non farò mai parte. la scena indie mi ha stufato già da un pezzo. la maggior parte delle cose e delle persone mi ha stufato da un pezzo. quindi è ora che io vada.

si dice in giro che dovrei andare in islanda, nello stesso medesimo paesino dov'ero stata tanto felice quella volta, per motivi misteriosi che mi convincono solo il cinque per cento delle volte.

il resto del tempo lo passo a sentirmi in colpa per i miei fallimenti, a sentirmi triste per le mie mancanze, e a sentirmi in realtà abbastanza bene tutto sommato, perchè a questo punto di cazzi che me ne fregano non vedo l'ombra.

ho passato gli ultimi anni della mia vita, diciamo dieci, in condizioni mentali non particolarmente salubri. questa città mi piace, ma ci sono troppi fantasmi. a questo punto posso tornare a casa, tornare in altri luoghi infestati. andare ad infestarne di nuovi.

sto cercando di ascoltare la mia voce interiore, di capire cosa voglio (a parte del contatto umano tweecore di natura volendo anche sensuale), e non è facile per niente. soprattutto adesso che paul baribeau sta cantando bruce springsteen in sottofondo. 

venerdì 20 giugno 2014

quando sono premestruale, a de gregori fischiano le orecchie

è venerdi' sera, quindi io giustamente sto ascoltando la stessa canzone di de gregori da due ore. la stessa canzone che cantavo in bicicletta mentre tornavo a casa con i feels in spalla.

però se tornerai da queste parti, riportami i tuoi occhi e il mio fucile.

due giorni fa faceva caldissimo e io quindi ho passato un'ora della mia vita, per la modica cifra fi cinquanta sterline, nel salotto di un'astrologa professionista, che non mi ha spiegato niente di nuovo ma me l'ha spiegato bene.

ho saturno contro dall'ottobre del 2011.

io non ti invidio niente, non ho niente di speciale.

il mio orribile ex, che ho iniziato a lasciare nell'ottobre del 2011, ha lasciato la sua nuova tipa, la povera susan, in un modo talmente assurdo che neanche in un film di harmony korine con larry clark alla fotografia. storie di chemoterapia, banche del seme, amori segreti.

un pò ci sono rimasta male che non l'ha lasciata perchè ama ancora me. una parte di me, quella che non sta tanto bene, pensa che in realtà certo che mi ama, mica ama davvero la sua ex coinqulina che poi è anche amica mia e che non c'entra nulla poverina. come se l'amore di uno preso cosi' bene fosse una cosa da contendersi in un duello di mezzanotte. anche no.

la cosa non mi riguarda. eppure bo, mi riguarda. anche se grazie al cielo non mi riguarda. seppur riguardandomi, alla lontana, di striscio, di sbieco, cristo santo.

ma io non lo sapevo, che era una partita. posso dartela vinta e tenermi la mia vita.

è solo che sono premestruale, in un periodo strano, con la la gola che brucia, e non c'è niente da capire. 

martedì 17 giugno 2014

the mother we share.

sono tornata in scozia giusto oggi pomeriggio, e faceva caldo proprio come in italia. fa caldo anche adesso, in questo salotto che fino a cinque minuti fa condividevo con il mio coinquilino preso male, nell'oscurità completa. mi è tornato il mal di pancia, forse è l'acqua o il cibo, piu' probabilmente l'ansia.

in italia ho dormito profondamente per sette notti di fila, come non succedeva dall'inizio della primavera. ogni tanto mi svegliavo per bere un bicchier d'acqua, ma di solito la presenza del cane giallo nel mio letto mi era sufficiente.

ho salutato la mia amica g., quella dei tempi bui dei primi due anni scozzesi, che se ne va in america dal fidanzato poeta del nebraska.

ho salutato il mio amico d., quello dei tempi bui dei primi due anni scozzesi, che se ne va in canada a diventare un esperto mondiale di arte contemporanea indigena.

entrambe le amicizie mi costano un pò fatica, poichè questi miei amici sono essere delicati, segni mutabili raffinati e intellettuali. il mio lato rozzo e qualunquista con loro si sente a disagio, come un elefante in un negozio di cristalli. non credo di aver rotto niente nemmeno stavolta.

in compenso mi sono ammalata, e anche adesso non sto benissimo. ma forse è l'ansia.

sono in scozia ma non so perchè. domenica arriva lauren la mia migliore amica australiana, che capisce il mio lato rozzo e qualunquista ma non quello intellettuale e raffinato. lunedi' arrivano i miei genitori, che mentre ero a casa loro mi hanno svegliato ogni singola mattina con le loro urla immotivate.

mercoledi' è un anno che sono tornata dall'australia. giovedi' mi laureo in letteratura inglese.

non ho la minima voglia di diventare adulta, e anche se volessi non saprei da dove iniziare.

tra meno di un mese compio venticinque anni.

non so dove andare, cosa fare, come fare. ma in qualche modo sopravviverò anche a questa. però cazzo.